Primi incontri tra Santana e i ragazzi dell’associazione.
Il progetto di Attività Assistita dall’Animale (Pet therapy) che stiamo realizzando affianca alle terapie già seguite dai bambini come logopedia, psicomotricità e fisioterapia. E’ destinato ai bambini dai 2 anni in poi con attività mirate alle loro capacità e potenzialità e si pone come obiettivo il raggiungimento di una maggiore consapevolezza di se stessi e la ondivisione
delle emozioni in gruppo. Crediamo che una buona relazione con un animale, in questo caso Santana, stimoli i bambini a comunicare ad un livello più semplice ed immediato grazie ad un canale privilegiato di comunicazione fatto di gesti e sguardi. Durante questi incontri i bambini ad esempio imparano a controllare se stessi, a rispettare i bisogni altrui e a apire la necessità di prendersi cura degli altri esseri viventi divertendosi.
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Attività Assistita dall’Animale (Pet therapy)
giovedì, 20 maggio 2010Musico-terapia e Sindrome Down
giovedì, 24 maggio 2007
Che cosa è la Musico-terapia?
Il termine “musicoterapia” fa oggi parte del linguaggio corrente. Da alcuni anni abbiamo avuto opere che hanno affrontato e sviluppato questo tema. Queste opere, diverse nel loro contenuto, nel loro orientamento, hanno tuttavia un punto in comune: fanno tutte riferimento ai lavori del professor R. Benenzon. Medico, psichiatra, musicista, R. B. dirige e lavora in una istituzione per bambini autistici. Le sue ricerche l’hanno condotto a riflettere sull’apporto della musica, del suono, del gesto nel tentativo di comunicazione che egli conduce con questi bambini.
Quest’opera si rivolge quindi agli specialisti preoccupati di approfondire le proprie conoscenze ma anche al lettore desideroso di informarsi su una disciplina in pieno sviluppo. “…Si tratta di un’opera seria, metodica, che ha il merito di affrontare chiaramente i diversi concetti, di citare le fonti, le origini della ricerca, gli esperimenti compiuti…” (dalla Prefazione di Gérard Ducorneau).
Mediante l’utilizzo della risonanza corporea è possibile migliorare la tonicità (tono muscolare). Nel caso di bambini piccolissimi (entro il primo anno di vita) la “Relazione Circolare“, ossia l’agire che accomuna il musicoterapeuta e il coterapeuta, favoriscono il rinforzarsi del tono emotivo – muscolare del bambino, favorendo il prolungarsi e l’intensificarsi dei tempi di attenzione. Il suono è onda di energia, produce una spinta al movimento. Attraverso il movimento calibrato e condiviso il bambino sviluppa autocontrollo e crescente fiducia in se stesso. Più il bambino sviluppa le capacità attentive più è presente nella vita, nel gioco, nella relazione con gli altri. Queste sono le premesse per il farsi del linguaggio verbale e degli apprendimenti.
Aspetti scientifici
Non si incontrano due bambini con sindrome Down uguali. Ognuno ha le sue caratteristiche soggettive. Ascoltare il bambino significa accogliere il suo comportamento, in particolare i suoi “no”, affidando all’improvvisazione clinica, alla comunicazione non verbale e ad un utilizzo calibrato ed intenzionale del linguaggio verbale, il compito di trasformare il “no” in attenzione partecipativa. Un bambino che mette in atto il suo “no” ha i motivi per farlo. Rimproveri e lusinghe sono lungi dall’affrontare il problema. Il “no” ha un suo motivo di essere così come ha motivo di essere il superamento del “no” proveniente da un’apertura nella visione del mondo. La naturale inclinazione per la musica che si riscontra in bambini con sindrome di Down rischia di rivelarsi un’oasi protettiva, un rifugio piuttosto che una spinta a crescere. I fondamenti teorici della musicoterapia umanistica toccano i motivi profondi per i quali il fare musica e cantare su base ripetitiva, anche all’interno di un gruppo, non portano il bambino verso apprendimenti. Si tratta soltanto di attività ricreative.
Il bambino con sindrome di Down è un bambino. Egli impara come gli altri bambini con i suoi tempi di applicazione. Il linguaggio dei suoni va utilizzato in modo attivo e utile a far evolvere, nel bambino, un’applicazione intensa che lo porta verso i concetti astratti. Per questo è di fondamentale importanza agire sul tono emotivo corporeo onde evitare che insorga la sfiducia che si manifesta con atteggiamenti di opponenza.
La relazione fra i timbri sonori ed il farsi spontaneo della parola, del linguaggio verbale è essenziale. Il bambino con sindrome di Down è un bambino e procede come tutti i bambini nell’imparare a parlare, in base alle esperienze ed alla loro elaborazione. Parola e numero procedono di pari passo. È compito del musicoterapeuta interagire con il bambino per scoprire quali aspetti inerenti la parola o il numero sono in atto in lui onde favorirne l’esperienza e l’apprendimento.
Sono interessanti i passaggi dal suono al segno (le lettere dell’alfabeto) e la conoscenza dei numeri a partire dai movimenti con giochi che si strutturano in modo sempre più complesso, adeguato all’attenzione crescente del bambino.
(Potrete vedere alcuni video nella nostra Web – TV 21)
Fonte: F.I.M.
