Sabato 21 marzo, presso la Sala Living della Social House “Le Corti Perugine” (zona Cortonese – ex Tabacchificio, Perugia), l’associazione Uno in Più ETS ha festeggiato i primi mesi di vita del progetto di cohousing, una vera e propria palestra di autonomia e vita quotidiana per i ragazzi coinvolti.

Il percorso che ha portato alla nascita dell’appartamento in cohousing è stato possibile grazie al Progetto “A lieta vita” – Percorso gruppi autonomia, sostenuto dalla Fondazione Perugia, che ha accompagnato i ragazzi tra gli 8 e i 28 anni, divisi in due gruppi: 8-14 anni e 14+, in un cammino graduale di preparazione all’autonomia, fornendo gli strumenti e le competenze necessari per affrontare la vita quotidiana in modo sempre più indipendente.
Il progetto si è svolto tra la fine del 2024 e settembre 2025 introducendo una serie di attività: per il gruppo di ragazzi tra i 12 e i 16 anni, è stato organizzato un percorso in forma propedeutica al lavoro sulle autonomie di base, con l’obiettivo di concentrare l’attenzione primariamente su aspetti socio-relazionali, promuovendo la capacità di stare insieme e migliorando la qualità del tempo condiviso.
Il Progetto ha previsto, in progressione, varie proposte di natura simbolica e non verbale, in cui il corpo è stato messo in gioco per avviare un processo di sensibilizzazione e apertura socio-relazionale. Lo scambio non verbale tra i partecipanti, realizzato in attività danza movimento terapia (DMT) di gruppo e in coppia, ha permesso ai partecipanti di congiungersi in un clima relazionale, che ha favorito questo processo di avvicinamento all’altro. Tenendo conto del fatto che la metà dei partecipanti sono non verbali, la DMT è stata necessaria per abbattere barriere comunicative che risultavano d’impedimento alla relazione.

Il secondo gruppo di ragazzi, tra i 16 e i 29 anni, è stato condotto da due psicologi che hanno organizzato e programmato le attività aventi un focus specifico su obiettivi di diversa natura. Primo tema: salute e benessere (l’importanza dell’alimentazione sana e dell’attività fisica.
L’obiettivo cardine è stato quello di responsabilizzare sulle scelte di vita: mangiare sano e svolgere attività fisica, sono aspetti primari sui quali si è incentrato il lavoro durante gli incontri settimanali. Il lavoro ha riguardato anche la messa a conoscenza dell’impatto che un’alimentazione disregolata e una vita sedentaria hanno sulla salute.
Le attività in stanza sono state supportate dall’integrazione di momenti esperienziali, in cui i ragazzi hanno avuto la possibilità di svolgere attività di Kung Fu in una palestra, opportunità preziosa per sperimentare diverse tipologie di sport e attività fisica.

Secondo tema: Cura di Sé – Prendersi cura della propria persona: La tematica ha permesso di sensibilizzare ragazzi e ragazze con Sindrome di Down sul tema della cura della propria persona. Questo progetto ha permesso di stimolare la naturale tendenza all’auto-miglioramento dei ragazzi coinvolti, con uno sguardo specifico alla cura della propria persona. I partecipanti hanno migliorato il grado di autonomia e il senso di responsabilità rispetto alla cura della propria persona all’igiene personale e alle routine sane quotidiane, settimanali o mensili. Grazie alle attività svolte sono stati sensibilizzati sulle conseguenze della mancanza di igiene personale.
Sono state introdotte una serie di azioni, strategie ed esercitazioni concrete e attività interne ed esterne all’associazione, che hanno consentito di stimolare la curiosità verso prodotti, servizi e figure professionali, coinvolte nel mondo del beauty.

I ragazzi del gruppo autonomie hanno potuto vivere diverse esperienze realizzate grazie alla collaborazione con altre realtà territoriali.
Queste attività si iscrivono all’interno di un percorso di progressiva acquisizione dell’indipendenza e soprattutto in previsione del loro ingresso in appartamento.

Distribuzione dei calendari 2025: Questa attività richiede la capacità di sapersi mettere in gioco utilizzando adeguate modalità comunicative nel proporre il prodotto, rivolgendosi con garbo e gentilezza ai passanti e di saper gestire eventuali situazioni frustranti di rifiuto e indifferenza. L’attività ha permesso ai ragazzi di assumere un ruolo portante in questo contesto e li ha formati su come rapportarsi adeguatamente con le persone, abilità spendibili nei lavori a contatto con il pubblico.
I ragazzi del gruppo hanno svolto due incontri presso il laboratorio di pasticceria della Pasticceria Piazza Settevalli, in cui hanno avuto modo di cimentarsi nella lavorazione della cioccolata e nella preparazione delle uova di cioccolata in occasione del periodo pasquale. Ai ragazzi è stato conferito dal pasticcere un attestato finale di partecipazione.

Il Progetto “A lieta Vita”, grazie al sostegno della Fondazione Perugia e la collaborazione dei volontari e di alcune realtà territoriali che hanno supportato le attività, è stato lo strumento di traghettamento verso la realizzazione del progetto di cohousing dove i ragazzi del gruppo 14+, stanno mettendo in campo tutte le competenze acquisite proprio come in una vera palestra di autonomia e vita quotidiana che permetterà a loro, alle loro famiglie e ai ragazzi che stanno crescendo, di vivere una “Lieta vita”.
Progetto realizzato con il sostegno di


